OMAGGIO A DUCHAMP
Orinatoio
A novembre 2024 è stata battuta all'asta l'opera di Maurizio Cattelan “ Comedian ” , una banana attaccata al muro con un nastro da pacchi grigio.
L'opera “ concettuale ” realizzata nel 2019 era stata venduta allora al museo di Miami per 120.000 $; oggi invece per la stessa banana probabilmente marcia e putrefatta, qualcuno ha sborsato la cifra di 6 milioni di dollari. Questo fatto denota che il mercato dell'arte è in mano a pochi idioti supermiliardari la cui esistenza è di per sé una offesa all'umanità. Diciamo che loro si divertono alzando sempre la posta.
Cattelan ha voluto divertirsi anche lui e ha provocatoriamente dimostrato che sul pianeta esiste più di un “ imbecille ” pronto a sborsare una cifra surreale per una “ cagata “ del genere.
Striscia di Marghe Allegri (La Lettura del Corriere della Sera )
L'artista ha avuto dei precursori tra cui si distingue in particolare Marcel Duchamp (1887-1968 ) che nel 1917 polemizzando con gli “ imbecilli “ suoi contemporanei mise in mostra un “ Orinatoio “ acquistato in un negozio d'idraulica.
Un oggetto di uso comune viene de-contestualizzato e per intervento “ dell'artista ” assurge a opera d'arte. Polemicamente Duchamp mette in discussione il concetto di arte e con una serie di Ready Made dichiara che l'artista non ha più ragione di esistere.
Un altro esempio famoso ma successivo (1961) è quello di Pietro Manzoni con inscatolò in numerosi barattoli di metallo, la sua “Merda d'artista”.
Ne esistono una novantina di esemplari e l'ultimo è stato battuto all'asta per 275.000 $. Nessuno si fida però ad aprire la lattina....
Qualcuno allora come oggi è convinto che si tratti davvero di opere d'arte ed è pronto a buttare i soldi dalla finestra.
La prima “ Fontana “ (così la chiamò Duchamp firmando col pseudonimo R. Mutt ) andò perduta e successivamente solo su insistenza di numerosi musei e collezionisti mise sul mercato altre copie contro-firmate che ovviamente andarono a ruba!
Il mercato dell'arte contemporanea è pronto ad accettare letteralmente della merda, purchè in edizione numerata e garantita nella sua autenticità ed esclusività.
Se non vogliamo parlare di merda resta l'affermazione di Duchamp: l'arte battuta all'asta è qualcosa su cui tu ci puoi pisciare.
Brevi note sull'opera di Marcel Duchamp (1887-1968)
PITTURA RETINICA
«Il futurismo era
l'impressionismo del mondo meccanico. […] A me questo non interessava. […]
Volevo far sì che la pittura servisse ai miei scopi e volevo allontanarmi dal
suo lato fisico. A me interessavano le idee, non soltanto i prodotti visivi.
Volevo riportare la pittura al servizio della mente […] Di fatto fino a cento
anni fa tutta la pittura era stata letteraria o religiosa: era stata tutta al
servizio della mente. Durante il secolo scorso questa caratteristica si era
persa poco a poco. Quanto più fascino sensuale offriva un quadro - quanto più
era animale - tanto più era apprezzato.
La pittura non dovrebbe essere solamente retinica o visiva; dovrebbe aver a che
fare con la materia grigia della nostra comprensione invece di essere puramente
visiva […] Per approccio retinico intendo il piacere estetico che dipende quasi
esclusivamente dalla sensibilità della retina senza alcuna interpretazione
ausiliaria.
Gli ultimi cento anni sono stati retinici. Sono stati retinici perfino i
cubisti. I surrealisti hanno tentato di liberarsi da questo e anche i dadaisti,
da principio. […] Io ero talmente conscio dell'aspetto retinico della pittura
che, personalmente, volevo trovare un altro filone da esplorare.»
PITTURA E MOVIMENTO
I celebri dipinti del 1912: Nudo che scende le scale n. 2, Il passaggio dalla vergine alla sposa, Sposa, La sposa messa a nudo dagli scapoli, segnano un passaggio importantissimo nella storia del cubismo e del futurismo, per lo studio del movimento, e allo stesso tempo chiudono definitivamente l'esperienza di Duchamp con la pittura comunemente intesa. Le tele "in movimento" (culminate nel Nudo che scende le scale n. 2) potrebbero essere etichettate come futuriste, ma il contatto di Duchamp con questi artisti fu nullo, e l'unica ispirazione dichiarata era la cronofotografia di Eadweard Muybridge.
READY MADE
L'orinatoio
Fontana
del 1917 e la Monna Lisa
con baffi e pizzetto di
L.H.O.O.Q. (1919),
benché probabilmente travisati come semplici gesti iconoclasti, sono certamente
tra gli oggetti più famosi dell'arte del XX secolo. L'influenza di Duchamp sugli
artisti successivi, benché enorme e ingombrante, è molto mediata, tanto che non
è facile riconoscere degli epigoni diretti. Di sicuro, il concetto di
ready-made,
insieme al problema del gesto dell'artista come "selettore"
dell'oggetto d'arte, sono stati il punto di partenza per le varie forme d'
arte
concettuale.
Il ready-made
è un comune manufatto di uso quotidiano
(un attaccapanni, uno scolabottiglie, un orinatoio, ecc.) che assurge ad opera
d'arte una volta prelevato dall'artista e posto così com'è in una situazione
diversa da quella di utilizzo, che gli sarebbe propria. Il valore aggiunto
dell'artista è l'operazione di scelta, o più propriamente di individuazione
casuale dell'oggetto, di acquisizione e di isolamento dell'oggetto.
ORINATOIO
Marcel Duchamp propose la sua opera alla Society of Independent Artists. L’artista infatti era membro di quella associazione statunitense. Non essendo però ancora famoso Fontana non fu giudicata idonea ad essere esposta e l’artista per protesta si dimise. La prima apparizione documentata di Fontana è una fotografia di Alfred Stieglitz intitolata <<The exhibit refused by the Independents>>. La foto fu pubblicata in un articolo di Lewis Norton sul secondo numero di The Blind Man. La rivista fu edita per soli due numeri e venne fondata da Duchamp insieme a Henry Pierre Rocher nel 1917. L'opera originale non esiste più.
ARTE CONCETTUALE
Con l'operazione di ready made Duchamp creò l’arte concettuale separando per sempre l’operazione di produzione di un’opera con il suo valore. Marcel Duchamp sembra interrogarsi sul ruolo dell’artista. Inserendo un oggetto qualsiasi in un contesto artistico ed espositivo l’artista sottolinea quanto sia importante l’idea e la volontà rispetto alla produzione manuale. Se basta porre un oggetto industriale all’interno di un museo per renderlo un’opera d’arte allora non è più importante la sua realizzazione da parte dell’artista.
FILM
Non è un film su Duchamp ma dal titolo si intuisce qualcosa sulla sua arte; c'è la storia ed è quella drammatica della Germania a cavallo della seconda guerra mondiale. I nazisti c'erano e ci sono tutt'ora......buona visione!
MORTE
Marcel Duchamp muore il 2 ottobre 1968 a Neuilly-sur-Seine e viene sepolto nel cimitero di Rouen. Sulla sua tomba si può leggere l'epitaffio, composto da lui stesso:
«D'ailleurs c'est toujours les autres qui meurent» ("D'altronde sono sempre gli altri che muoiono").