2025 PICCOLA GALLERIA 2025  

 

 

 

" Manifesto "

 

 

 THE INVITATION

 

" Invito "

 

THE EXHIBITION

 

" Allestimento "

 

 

 PRESENTAZIONE

 

 " STORIE "

 

I temi affrontati in questa mostra sono essenzialmente due: da una parte la denuncia e la critica ironica e sarcastica della realtà quotidiana, quella per capirci riportata dai media e dai social e dall'altra un occhio attento e sensibile alla possibilità di dialogare, di capirsi e magari cambiare il corso del destino di pochi ma forse utopicamente di cambiarlo in meglio, per l'umanità intera.

Partiamo dal primo aspetto e prendiamo come esempio il mondo dell'arte dove a " Sotheby 's " vengono battute all'asta opere pseudo-artistiche per milioni di euro, appannaggio di pochi miliardari che non sanno come spendere il loro denaro. La corrente del dadaismo che vede in Duchamp l'artista guida, ha denunciato fin dall'inizio del 900' l'assurdità del mercato dell'arte. Duchamp acquista un comune " Orinatoio " e lo elegge a opera d'arte. Farà lo stesso con altri " Ready made " consapevole che pur essendo opere che avevano lo scopo di denunciare le perversioni del mercato, qualcuno le avrebbe acquistate.

Giustamente si arricchisce come hanno fatto altri artisti dopo di lui....Manzoni ad esempio con la sua " Merda d'artista " racchiusa in un barattolo di latta.

Altro tema affrontato nella mostra è quello legato in modo più o meno esplicito al consumismo, una delle cause della montagna di rifiuti che soffoca il pianeta. Entrate nella stanza di un bambino dell'Occidente ricco e vi accorgerete che è piena e stracolma di giocattoli; altri sono andati a riempire le discariche.

Ma anche se copriamo i bambini di giochi e noi stessi di altri oggetti inutili, non è detto che l'agognata felicità venga raggiunta; spesso la si agguanta solo per breve tempo.

" La palude " è invece la metafora di uno stato d'animo depresso, di noia, accidia e indifferenza verso tutto e tutti, di menefregismo e di egoismo esasperato.

E' lo specchio della società moderna dove immobilismo e conformismo favoriscono gli interessi di pochi.

Gli accidiosi in purgatorio corrono disperati avanti e indietro per riscattare la tiepidezza e l'inerzia cui soggiacquero nella vita terrena  (Sapegno)

Nella serie " C.P.M.Wagner " dovrebbe essere esplicito il fatto che la tecnologia ha fatto passi da giganti e l'Intelligenza Artificiale sostituisce già ora l'uomo sui campi di battaglia. In questo modo la responsabilità di eventuali massacri è messa da parte, la guerra è lontana invisibile e nullo il senso di colpa.

A quanto pare la materia grigia nella scatola cranica è rimasta la stessa, nessun avanzamento e dunque guerre a destra e manca a danno dei più deboli.

Un altro trittico è quello che prende spunto dalla realtà storica: le civiltà non durano in eterno. Oggi a differenza del passato la scala è globale e sarà il pianeta a trarre le conclusioni. Qualcuno si ritira dagli accordi di Parigi che di fatto si stanno già rivelando inutili visto che le soglie del riscaldamento globale prefissate allora sono già state superate.

Questa civiltà del consumismo da una parte e dell'estrema povertà dall'altra è a un passo dal baratro.

Opera Anarchica n.1 è un omaggio da parte dell'autore ad un amico di gioventù; lo schizzo risale alla fine degli anni 70 e rivela l' innocente consapevolezza che il mondo storto in cui abitavamo allora oggi è diventato peggiore.

 

 

 WORKS

 

 

OMAGGIO A DUCHAMP

 

TOYS STORY

 

PALUDE

 

WAGNER

 

LA FINE DELLA CIVILTA'

 

O. A. n.1


 VISITORS

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con la partecipazione straordinaria di:

 

 

Giordà Yoda, Coguez Icecream e Bob Chewbacca del gruppo Wagner - Stars Wars locale

 

 

 

 THE PHOTOGRAPHERS

 

 

 

Giorgio Ballarin - Adeleaide Kuss - Riccardo Di Valerio

 

 

 

 THE SIGNATURES

 

 

Tra i tanti visitatori riporto la dedica di Nora Stella di anni 8 che accompagnata dalla nonna é intervenuta nel giorno di chiusura. Delle foto esposte non le piaceva neppure quella con Topo Gigio. Anima candida non corrotta dalla società del superfluo...... le ho detto che deve ripassare nel 2027 per darci un'altra chance!

 

 

Nasciamo come nasciamo

Noi siamo come siamo

 

 

I fotografi ringraziano il folto pubblico intervenuto e non ringraziano i giornali locali che mossi a compassione si sono limitati ad un trafiletto pubblicato a due giorni dalla chiusura della mostra allegando la foto del duo Balla&Picone invece di una foto della mostra che il nostro aveva sicuramente spedito. Bah........

 

A.A. 4/3/25

 

 

Un particolare << ringraziamento >> va al giornale della libera stampa on line, Salto con cui lo scrivente ha avuto un breve scambio di email  perchè secondo il codice della buona educazione riassunto nella parola inglese << netiquette >> non è possibile pubblicare nulla riguardo della mostra di cui sopra. (Sti Cazzi......Pop Art..... Rocco Schiavone )

 

Alla redazione di Salto


 

Buongiorno. Sono o meglio ero ric165807 o qualcosa di simile.

Cari amici secondo facebook di Salto, mi compiaccio del fatto che vi siate accorti della pubblicazione del breve trafiletto intitolato “ STORIE”.

Mi compiaccio ulteriormente del fatto che vi siate accorti del tono ironico di quelle due righe; la cosa non è automatica. E' noto che buona parte della popolazione italiana tra cui quella sudtirolese non riesce a capire quello che legge.

 

 

 

 

La pagina pubblicata per errore dalla redazione di Salto Libero

 

 

 

Voi metà cioccolatino ve lo siete guadagnato ma prima dovete trovare il negozio di Topo Gigio e allo scopo dovete recuperare i primi file allegati nell'aborto dell' articolo, quelli dell'invito o del manifesto.

A riguardo, in quella confusa pagina fatta di campi diversi di politica o di economia, di società, ambiente e cultura con la C maiuscola seguita poi da occhiello, titolo, breve descrizione, lunga descrizione e finalmente testo, ci si perde un po'.

L'immagine poi non si capisce affatto come allegarla che c'è un giro di importa, seleziona e trascina che ha come risultato finale una foto tagliata da qualche parte.

Infatti il manifesto verticale appariva dimezzato con gran scorno di che tentava di allegarlo; bisogna limitarsi alle foto orizzontali ma del formato giusto.

Poi ancora i tags, i diritti di proprietà e altre righe inutili che per un articolo di due righe ci vuole una giornata di tempo a compilarlo a meno che uno, non sia allenato e pubblichi a raffica.

 

Comunque l'argomento del contendere è la pubblicità a scopo di lucro di una manifestazione che mi arrogo il diritto di chiamare culturale e che di lucroso non ha nulla.

 

Nel sottosettore arte trovo infatti mostre analoghe alcune con selfie dell'autore.

Chi le organizza può essere un ente pubblico al quale pagando regolarmente le tasse contribuisce anche lo scrivente e forse anche voi.

 

Vi informo che gli spazi “liberi” a Bolzano sono pari a 1= uno ossia quello dove si trova la mostra non pubblicizzabile sul vostro sito teoricamente libero pure quello.

 

Vi informo ulteriormente che “ libero” non vuol dire gratuito; il costo dell'affitto è superiore a 300 euro per due settimane con marca da bollo da 16 euro che lo stato, qualcosa deve pur guadagnarci.

 

Vi informo poi che la sala in questione va prenotata con due anni in anticipo per ovvi motivi che voi sicuramente intuite.

 

Vi informo che trattandosi di foto, il mercato italiano in questo settore non esiste, nel senso che ci sono solo le spese quelle di stampa a carico degli autori e nessun ricavo a parte la soddisfazione personale. Per dirindindina un po' di ego ci vuole!

 

Vi informo che mi occupo di fotografia da 40 anni e sono stato socio attivo del Fotoclub BZ per 30.

 

Lo scopo delle mostre in questione non è di vendere ma di …..comunicare e se va bene confrontarsi e parlare ...

Parlare di fotografia vuol dire stabilire un contatto magari con un futuro appassionato anche perché tra tutte le “ arti “ la fotografia è quella più a portata di mano.

Pensate che la foto del povero Topo Gigio abbandonato che guarda disperato i vestiti gettati sull'asfalto è stata fatta col cellulare il noto feticcio che possiedono tutti.

 

Ma ovviamente voi tra connotazione e denotazione sapete distinguere e avete capito tutto perché siete dei censori perfetti e illuminati da tergo.

 

Lì nello stesso quadro c'erano Barbie sul contenitore del riciclo della plastica e l'Unicorno magico su quello del cartone...ma non ci stavano nel vostro format.

 

Dunque siccome siete i massimi esperti d'arte fotografica delocalizzati, vi arrogate il diritto da giornale pseudolibero di derubricare le mostre di terzi pensando che gli eventuali visitatori ( che leggono Salto dalla mattina alla sera ) siano tutti degli imbecilli pronti pure a spendere 1 milione di euro per la merda di artista modello Manzoni o per la banana marcia di Maurizio Cattelan. Pure di questo si parla nella mostra...del mercato dell'arte e dei miliardari che giocano al rilancio.

E poi si parla di P.C.M. Wagner che non è il compositore e ancora di Dante che mette qualcuno in purgatorio ma non siete voi.


 

Mi sto dilungando troppo che la vostra < nequiette> del cavolo  proprio non la digerisco di nome e di fatto.

Vedete di cancellare tutte le mie tracce che già l'avete fatto in passato quando avete aggiornato il sito. Ero socio pagante per farla breve e sono scomparsi diversi articoli sull'ambiente e sulla società, quella sfigata di adesso.

Poi sono diventato pure anonimo io che firmo con nome e cognome.

Togliete tutto, anche la cronologia che in questo modo contribuirò di meno al riscaldamento globale. E' noto infatti che i vostri dati ma anche questa email che vi sto scrivendo giacciono in un enorme data center in Norvegia che abbisogna dell'energia di una centrale nucleare per poter funzionare.


 

Ops di questo si parlava nella mostra precedente quella del 2023; ma questa è storia, un'altra storia.


 

Di Valerio Riccardo


 

Laives 2/03/2025

 

 

 

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