O.A. n.1

 

 

Opera Anarchica n.1

 

Opera Anarchica n.1 è il risultato dell'elaborazione di un disegno riportato a tergo di una lettera in possesso dell'autore risalente alla fine degli anni 70. In quel tempo come narrano i vangeli apocrifi R.C. classe 1957, si trovava a Milano dove si era trasferito da poco per varie ragioni. Una di questa era il rifiuto categorico di riparare l'unica materia per cui era stato rimandato a settembre, ossia la seconda lingua, il tedesco. Vane furono le preghiere di insegnanti e amici. Sarebbero bastate un << Ich heisse R.C. >> e con un calcio lo avrebbero spedito in quarta.

Gli stessi vangeli narrano che si pentì col posteriore...

Nelle altre materie in particolare scientifiche, il nostro, mosso da un interesse personale, aveva ottenuto risultati eccellenti. Ricordo i suoi 9 in fisica nel primo e secondo anno alla corte del Bravo Temistocle insegnante di altezza imponente specie per i piccoli ometti in punto di spiccare il volo.

L'esperienza personale di R.C. legata ad una situazione familiare piuttosto complicata, aveva prodotto anzitempo una maturità e coscienza critica nettamente superiore a quella dei compagni di classe.

Unico problema, la vis polemica per cui con il nostro, i rapporti non erano sempre facili.

Proiettato in un mondo nuovo, dove agli attentati della destra post-fascista facevano da controaltare le manifestazioni di piazza e le pistolettate dell'ambiente extraparlamentare di sinistra, per tirare la carretta, iniziò a lavorare come infermiere e contemporaneamente a completare il ciclo di studi secondari, interrotto in quel di Bolzano.

Successivamente sempre lavorando, ha intrapreso gli studi universitari e si è laureato in Fisica materia questa che ci ha accomunati fin dalle superiori.

La corrispondenza negli anni 70 e 80 è stata fitta e la fantasia espressa da semplici disegni che accompagnavano le poche parole scritte era particolarmente divertente.

Tra i vari schizzi c'è quello del famoso urlo fantozziano di un essere ridotto a plasma ionizzato, caduto casualmente in un buco nero.

Contrariamente a quanto insegna la fisica la voce riesce a fuoriuscire dal buco nero della storia.

 

< HOME >