IL CAMMINO DEL GRAN SASSO

 

 

 

In realtà è utile fare qualche deviazione in macchina....e tralasciare qualche dettaglio.

La foto che segue è stata fatta ad esempio, ai piedi del Gran Sasso dopo otto ore di viaggio. Per salire a Campo Imperatore bisogna infatti percorrere l'autostrada che collega Teramo con l'Aquila e quindi allontanarsi dalla costa Adriatica.

Il tunnel passa sotto il Corno Grande e sbuca nei pressi di Assergi. Laggiù, sotto mille metri di roccia ci sono i laboratori del CERN dove gli scienziati oggi come ieri studiano i neutrini.....provenienti da Ginevra col diretto!

 

Il Massiccio del Gran Sasso da Est

 

 

Il Corno Grande

 

Abbandonata l'autostrada e raggiunto Bazzano si prende la SS17 e si devia verso Sud-Est, verso la Piana di Navelli dove il paesaggio è ancora intatto. Peltuinum (Prata d'Ansidonia) sorge o meglio sorgeva in posizione dominante, circondata dalle montagne più alte dell'Appennino come il Gran Sasso, il Sirente e la Maiella più a Sud.

La città venne fondata nella metà del I sec. a.C. lungo uno dei tratturi più importanti dell'Italia Centrale; gestiva e controllava i proventi della transumanza, ma anche le risorse agricole favorite dalla ricchezza delle acque.

 

Le rovine di Peltuinum

 

San Paolo Peltuinum

 

Peltuinum con Rocca Calascio sullo sfondo

 

https://www.peltuinum.org/il-territorio/

Diciamo che dell'antica città romana poco resta poiché fu abbandonata sia a causa delle distruzioni dovute ai numerosi terremoti, che per l'insicurezza generale, dovuta alla caduta dell'Impero Romano. I borghi limitrofi e L'Aquila stessa, furono costruiti demolendo il sito romano, ossia asportandone le pietre. Purtroppo non sono riuscito a vedere da vicino la Chiesa di San Paolo sorta al limite delle cinta urbana anche perché le indicazioni erano del tutto assenti.

 

Gli antichi tratturi

 

Più a Sud in località Bominaco c'è una vera perla archeologica anzi due: la Chiesa di Santa Maria Assunta e il contiguo oratorio di San Pellegrino. Quest'ultimo ospita un ciclo di affreschi eccezionale e ottimamente conservato risalente alla seconda metà del 200. Qualcuno parla di un Giotto d'Abruzzo...

 

 

I capolavori di Bominaco

 

Si narra che Pellegrino poi divenuto martire e quindi santo, passò di qui a piedi e poco dopo a miglior vita tra il III e IV secolo. Carlo Magno 400 anni dopo, diretto a Roma passò anche lui da queste parti facendo una incomprensibile deviazione forse perché ricevette un sms dal santo medesimo. Subito accorse, costruì l'oratorio e fece donazione di 500 moggi all'abbazia di Farfa distante solo 130 km che per i camminatori di allora erano bazzeccole. Si racconta inoltre che l'abate facesse ombra al papa tanto era ricco ( e non pagava le tasse ) e potente ( ciaveva pure la milizia capitolare ).

Tornando a Bominaco venne costruito un monastero che purtroppo a causa del Braccio da Montone alias il solito " rompicojone " nel 1420 fu quasi distrutto. Lasciò in pace i santi ma fu un mangia monaci e affini. Diciamo che il ciclo di affreschi si salvò per il solito miracolo.

 

 

La chiesa di Santa Maria Assunta a Bominaco e un particolare dell'ambone datato 1180

 

 

Cattedra abbaziale del 1184

Le absidi della chiesa di S.M.Assunta

 

L'oratorio che è il vero gioiello, è diviso internamente in due parti che delimitano la zona riservata ai monaci da quella dei fedeli. Tre furono le maestranze che operarono qui: il Maestro della Passione che come è intuitivo si occupò della Passione di Cristo, il Maestro detto dell'Infanzia di Cristo con l'Annunciazione, Visitazione e Nascita e infine l'ultimo artista che dipinse in particolare il calendario di Bominaco oltre che ad alcune figure dell'Antico Testamento.

 

CURREBA ANNI DOMINI MILLE ET SEXAGINTA TRES (1263)

LECTOR DICITO GENTJ (Lettore lo dirai alla gente)

 

 

Gli affreschi dell'Oratorio di San Pellegrino

 

Flagellazione di Cristo e San Onofrio

 

Calendario liturgico bominacense

 

Panorama verso la Piana di Navelli dal castello di Bominaco

 

Per raggiungere S.S.S. ( m.1251) bisogna transitare per Barisciano (m.940) e quindi risalire le pendici occidentali del Gran Sasso.

 

 

Il castello di Barisciano, la Piana di Navelli e il gruppo Sirente a destra

 

 

Gregge d'Abruzzo

 

 

Santo Stefano Sessanio (m.1251)

 

L'immagine di cui sopra è stata depurata da dicasi numero due gru; il paese colpito dal terremoto è in fase di restauro e l'orizzonte è ingombro. La torre pare sia caduta a causa del cordolo in ferro e cemento che teoricamente l'avrebbe dovuta proteggere dal sisma. Fortunatamente è caduta su se stessa!

S.S.S. come altri borghi vicini, viveva di pastorizia, attività così importante che i Medici ci misero le mani sopra per avere il monopolio della lana.

 

 

San Stefano Sessanio: porta medicea e torre

 

 

Castelvecchio Calisio visto da Santo Stefano Sessanio

 

Castelvecchio Calisio: particolari

 

 

Il paese di Calascio con la famosa Rocca fotografato col 600mm dal castello di Bominaco

 

Scendi dalla Rocca e piglia la strada che porta a Calascio

 

Portone ligneo della chiesa di Calascio

 

L' upupa di Calascio

 

Altro borgo caratteristico è Castel del Monte caratterizzato dai cosidetti " Sporti " ossia i vicoli interni, cunicoli e gallerie che girano intorno e sotto le case costruite in modo da adattarsi perfettamente al terreno ripido e scosceso.

 

Castel del Monte visto da Rocca Calascio

 

Castel del Monte

 

 

Castel del Monte: gli sporti

 

Detti proverbiali

 

 

E' vincolante aggiungere quello che conosceva Rinaldo mio padre: " La madre per li figli s'assottigli, i figli per la mamma se li mette tutti in canna ".

Ma chiudiamo questa pagina con alcune immagini su Rocca Calascio praticamente la meta del viaggio. Ivi passai nel 1989 come testimoniano i due scatti in B&N riportati qui sotto:

 

Rocca Calascio in BN nel 1989

 

Esiste un sentiero che unisce S.S.S. con la Rocca ed è quello che abbiamo intrapreso il 2 giugno... solo che partiti con il cielo nuvoloso siamo arrivati alla méta inzuppati. E per fortuna che a Calascio era accessibile il bagno di un ostello dove un provvidenziale phon ha fatto il possibile per asciugare il vestiario. Nel ristorante poco distante un bel camino acceso e una zuppa di lenticchie ha fatto il resto.

 

 

2 Giugno: ore 10.30

 

Poichè il fotografo professionista senza lucro è tale solo se è testardo, una volta tornato " a casa " e visto che il tempo stava migliorando ho preso armi e bagagli e sono risalito in macchina fin sotto la rocca. Un mare di nuvole si stendeva ai suoi piedi:

 

2 Giugno: ore 19.00

 

Panorama dalla Rocca

 

La Maiella illuminata dal sole a destra

 

2 Giugno: ore 20.17

 

Tra i vari obiettivi che mi ero proposto in queste brevi vacanze c'era quello di fotografare la volta stellata (idealmente la Via Lattea ) e quello di fotografare Rocca Calascio al crepuscolo illuminata dalle luci di cortesia. La prima opzione è stata scartata subito perché alla fine di tutte le giornate trascorse in Abruzzo ero KO e il tempo atmosferico non è stato oltretutto favorevole.

Più a portata di mano è stato ( meglio dire sarebbe stato ) il secondo obiettivo per cui due giorni dopo ero di nuovo lì con treppiede da 10 kg sulle spalle.

 

 

 

4 Giugno 2024: ore 21

 

Ebbene dopo un paio di minuti, le luci si sono spente. Una bestemmia in turcomanno preistorico del 36.000 a.C. si levò dal merlo superiore della torre e percorse alla velocità della luce l'intero altopiano abruzzese!

Un suono alla velocità della luce da una idea della portata dell'evento....che ancora esistono dubbi e perplessità sulla natura catarozziana del parafenomeno!

 

 

 

4 Giugno 2024: ore 21.10

 

Notare la perfetta illuminazione, modello << Castelli della Loira >>, della chiesa del Sacramento che non è tale ma è legata al risparmio energetico e al conseguente Turpiloquio!

Caro lettore viviamo nel paese delle fate per cui ciò che si vede è ma se l'imago è scarno al vostro occhio, son cazzi tuoi. Piate l'Ippogrifo e va su Marte con Elon Muschio.

Ite in Francia paese confinante dove dal 1983 esiste la copia perfetta delle Grotte di Lascaux chiuse le originali per motivi di conservazione.

Qui e a Bominaco risparmiano sulla luce elettrica di 4 fari!

Poveracci...gli italiani morti di fame! A occhio nel 1989 le cose andavano meglio e ne ho avuto conferma in altri luoghi del Bel Caz di Paese!

 

Rocca Calascio alla luce del sole

 

  P.S.

Nell'aprile 2015 è stata aperta al pubblico la replica della grotta Chauvet-Pont d'Arc ( scoperte si badi bene nel 1994 ). Qui è possibile ammirare, tramite una perfetta riproduzione, la grotta e le sue manifestazioni d'arte parietale. È il più grande duplicato di grotta paleolitica mai realizzato al mondo, dieci volte più grande del facsimile di Lascaux. Tutti gli elementi geologici ed artistici, quali stalagmiti, stalattiti, formazioni rocciose, pitture e incisioni rupestri, sono stati riprodotti in scala 1:1 in un ambiente sotterraneo identico all'originale. I visitatori vengono stimolati eroticamente dalle stesse sensazioni visive ed acustiche, riprodotte con estrema cura. Non mancano gli effetti olfattivi.....con la Merda d'Artist fossile...

In to culo gli italiani!

 

 

Link utili reperibili nel sito dell'autore:

Tour ebike 2024 con il giro ad anello di Campo Imperatore

Campo Imperatore e Gran Sasso

 

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